Dal carrello alla tavola: i segreti di una spesa davvero salutare

Aprile 24, 2026
di Luigi Sances

Fare la spesa con gli occhi di un esperto

Sabato 18 aprile — con replica il 9 maggio — l’Ipercoop di Lecce ha ospitato un evento fuori dall’ordinario: soci Coop e consumatori hanno girato tra gli scaffali guidati dal Dott. Davide Mercaldi, esperto di alimenti e nutrizione. Non una lezione teorica in sala, ma una vera passeggiata operativa tra corsie di yogurt, oli, pesti e cioccolati.

L’iniziativa, voluta dai Soci dell’Ipercoop di Lecce, nasce da una consapevolezza sempre più urgente: fare la spesa oggi ha risvolti sociali, economici e sanitari potentissimi. Ogni scelta che facciamo al supermercato — più o meno consapevolmente, per moda o per credenze non sempre verificate — spinge il mercato e orienta la produzione alimentare.

Il Dott. Davide Mercaldi guida i partecipanti tra gli scaffali dell’Ipercoop di Lecce — aprile 2026

L’errore più comune

Non leggere l’etichetta: la trappola che ci costa cara

Il primo e più grande errore che commettiamo è fermarci alla denominazione commerciale del prodotto, senza leggere ciò che c’è scritto sull’etichetta. Il mercato alimentare è pieno di trappole visive e linguistiche studiate per condizionare le nostre scelte.

Un caso classico: i prodotti “Light”. L’etichetta ci suggerisce leggerezza, ma se leggiamo i valori nutrizionali scopriamo spesso che le calorie differiscono pochissimo dalla versione normale — perché ai grassi ridotti si sono sostituiti zuccheri aggiunti o additivi come emulsionanti e addensanti per mantenere la consistenza.

Un altro esempio sottile riguarda le denominazioni. “Pesto alla genovese” e “Pesto Genovese” sembrano la stessa cosa, ma quella piccola preposizione “alla” permette al produttore di discostarsi dalla ricetta originale. Risultato? Niente pinoli, costo inferiore, scadenza più lunga. Quanti consumatori se ne accorgono al momento dell’acquisto?

Leggere le etichette è il primo passo verso una spesa davvero consapevole

I consigli pratici

Tre regole d’oro per ottimizzare la spesa

Tutto quello che acquistiamo si ritroverà nella nostra dispensa e nel frigorifero nei giorni a seguire. Ecco perché il Dott. Mercaldi individua tre azioni concrete da mettere subito in pratica:

Le 3 regole del Dott. Mercaldi

  • Programmare la spesa facendo una lista di ciò che serve davvero in casa. Non si va al supermercato “a sentimento“: la pianificazione è il primo atto di consapevolezza.
  • Stimare le quantità prima di partire. Acquistare in eccesso per emotività del momento significa riempire il carrello di superfluo e alimentare lo spreco alimentare.
  • Leggere composizione e provenienza degli alimenti: il grano della pasta, la frutta, il pesce, l’olio extravergine. La legge impone trasparenza — usiamola a nostro vantaggio.

Guida pratica

Cosa guardare, prodotto per prodotto

Non basta sapere che si deve leggere l’etichetta: bisogna sapere cosa cercare. Il Dott. Mercaldi fornisce una guida concreta per le categorie più acquistate.

Alcuni dei prodotti analizzati durante il percorso guidato all’Ipercoop di Lecce

Mini intervista

Parola al Dottore: tre domande a Davide Mercaldi

Qual è l’errore più comune che le persone fanno quando fanno la spesa?

Non leggere le informazioni sull’etichetta. Se ci si ferma alla denominazione commerciale si rischia di cadere nelle trappole del mercato. Un alimento con la scritta “Light” può indurci a credere che vada bene per perdere peso, ma leggendo i valori nutrizionali ci accorgiamo spesso che la differenza calorica è minima — perché ai grassi tolti si sono sostituiti zuccheri o additivi.

Tre consigli pratici per iniziare subito una spesa più consapevole?

Programmare la spesa con una lista, stimare le quantità necessarie per evitare acquisti in eccesso e sprechi, e leggere composizione e provenienza degli alimenti. Tutto quello che acquistiamo ce lo ritroveremo nella dispensa: vale la pena sceglierlo con criterio.

Quanto conta leggere le etichette e cosa guardare per prima cosa?

Moltissimo. La legge impone alle aziende di fornire informazioni complete: sta a noi usarle. La prima cosa da guardare è la lista degli ingredienti — ordinati per quantità decrescente — e i valori nutrizionali. Dipende dal prodotto: per lo yogurt guardate gli zuccheri, per il cioccolato fondente controllate che il cacao sia il primo ingrediente, per l’olio la provenienza delle olive.

La riflessione di Wine Food Voyage

Mangiare bene non dovrebbe essere un privilegio

C’è una verità scomoda che si nasconde dietro ogni carrello della spesa:  fare scelte alimentari consapevoli costa. Costa tempo — quello che non tutti hanno per fermarsi a leggere ogni etichetta. Costa conoscenza — quella che richiede anni di educazione che non sempre si riceve. E spesso costa denaro — perché il pesto con i pinoli, lo yogurt senza zuccheri aggiunti, il cioccolato con il cacao al primo posto sono quasi sempre più cari delle loro controparti “ottimizzate” per il prezzo.

In un Paese dove le disuguaglianze economiche si riflettono sempre più anche nel piatto, il rischio è che la spesa consapevole diventi una pratica per pochi: chi può permetterselo economicamente, chi ha avuto la fortuna di ricevere una buona educazione alimentare, chi ha tempo di informarsi. Gli altri — spinti dalla necessità, dalla fretta, dalla pubblicità — finiscono per scegliere ciò che costa meno, senza sempre sapere cosa c’è dentro.

«Il cibo che si mette nel carrello racconta molto di una società! E una società equa dovrebbe garantire a tutti — non solo a chi può permetterselo — il diritto di mangiare bene e di farlo con consapevolezza.»

È per questo che iniziative come quella del Dott. Mercaldi all’Ipercoop di Lecce hanno un valore che va oltre la nutrizione. Portare l’educazione alimentare dentro un supermercato, gratuitamente, aperta a tutti i soci e ai passanti curiosi, è un gesto piccolo ma profondamente democratico. Un modo concreto per restituire strumenti a chi non li ha avuti.

Il nostro augurio — come blog che racconta il cibo con passione e rispetto — è che queste esperienze si moltiplichino. Che ogni supermercato diventi anche un luogo di formazione. Che leggere un’etichetta non sia mai più un gesto riservato a chi ha già tutto, ma il primo atto quotidiano di libertà di chi vuole e può scegliere davvero.

Perché una spesa consapevole non dovrebbe dipendere da quanto hai in tasca, ma da quanto sai. E il sapere — quello — può e deve essere di tutti!

Bon voyage!

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