“PANETTONI D’AUTORE 2025” – Trepuzzi palcoscenico della cultura del Panettone

Dicembre 9, 2025
di Luigi Sances

Alveoli di Memoria: Sei Panettoni Raccontano l’Italia tra Fermenti, Territorio e abbinamenti: Cronaca di una Degustazione

Trepuzzi (Lecce), 5 dicembre 2025 – C’è un momento in cui una comunità diventa palcoscenico di cultura gastronomica. È accaduto a Trepuzzi la sera del 5 dicembre 2025, quando Co.Cu’ (Contenitore Culturale) ha ospitato “Panettoni d’Autore – 2025”, evento organizzato dall’Associazione Wine Food Voyage a.p.s. in collaborazione con Enos enoteca di Campi Salentina e Trepuzzi con il Patrocinio del Comune di Trepuzzi. Non una semplice degustazione, ma una dichiarazione d’intenti: il panettone artigianale come presidio culturale, il territorio come valore, la condivisione come valore.

Quando la Comunità si Riconosce

L’inizio della serata ha dichiarato una profonda sintonia con la comunità ospitante. Prima ancora di parlare di lievitati e fermentazioni, è stato necessario ringraziare. Perché un evento di questo tipo non nasce dal nulla, ma da un impegno appassionato di una Associazione e, come specificato dal Sindaco Giuseppe Taurino, nel saluto introduttivo, “dalla generosità collettiva di chi crede che cultura e cibo siano strumenti di crescita condivisa”. L’istituzione comunale ha rimarcato vicinanza all’evento e all’Associazione promotrice con la presenza in sala degli assessori Alessio Greco e Giuseppe Rampino.

Luigi Sances, Presidente di Wine Food Voyage, dopo il saluto del Sindaco ha aperto la serata porgendo sentiti ringraziamenti a chi ha reso possibile tutto questo:

La Rete dell’Ospitalità

Al Comune di Trepuzzi che ha patrocinato l’iniziativa con convinzione, riconoscendo il valore culturale dell’evento. A Co.Cu’ che ha aperto le porte con entusiasmo, mettendo a disposizione gli spazi e l’accoglienza. Alla Pro-Loco di Trepuzzi-Casalabate per il prestito dei tavoli necessari all’allestimento. A Biblò per aver prestato il nuovissimo videoproiettore e per l’aiuto prezioso nella definizione grafica della locandina.

I Gesti che Scaldano

Ma gesti toccanti sono arrivati da chi ha voluto condividere il proprio prodotto. Cantina Vetrère ha offerto in degustazione ben due vini – la Malvasia Rossa Passaturo che ha accompagnato la degustazione tecnica tra gli organizzatori e lo spumante Aureo Metodo Charmat Rosè che ha trasformato il brindisi di benvenuto in momento di vera qualità. Giovanni Martucci del Bar ROYAL ha offerto a tutti i presenti una riccia di pasta di mandorla con scorzetta di arancia candita, piccolo capolavoro di pasticceria siciliana servito nel momento di degustazione dei due panettoni artigianali siciliani: un abbinamento non casuale, un gesto che parla di attenzione e competenza.

Particolarmente gradita la presenza di Bernardi Cioccolato (Fabern srl), rappresentata da Angelo Fanelli, uno dei soci di riferimento, accompagnato da Angelo Abbruzzese del settore commerciale. La loro presenza fisica ha dato ancora più valore al debutto del panettone Bernardi, confermando quanto l’azienda creda in questo nuovo progetto.

Dulcis in fundo, il ringraziamento tra i più sentiti è andato a ENOS enoteche di Campi Salentina e Trepuzzi per il meticoloso lavoro di selezione dei panettoni artigianali da degustare, per la disponibilità nell’ospitare gli incontri preparatori e per aver contribuito alla definizione stessa del tema della serata. Senza la loro competenza e la loro visione, l’evento non avrebbe avuto la stessa profondità.

L’Essenza dell’Ospitalità Salentina

Tutti gesti semplici, antichi, che raccontano cos’è davvero l’ospitalità salentina: condividere il meglio che si ha, senza calcoli né riserve. Piccole azioni che, sommate, creano comunità. Che trasformano una degustazione in celebrazione collettiva. Che dimostrano come eventi di questo tipo non siano frivolezze ma presidi di cultura materiale, occasioni di crescita condivisa, semina di futuro.

La Squadra sul Palco e nel backstage

Sul palco, una squadra affiatata ha guidato la serata con competenza e passione. Il Presidente di Wine Food Voyage nonchè fondatore dell’omonimo blog enogastronomico, Luigi Sances ha coordinato l’evento, affiancato da Gianluca Troilo, Vice Presidente di Wine Food Voyage, che ha moderato gli interventi con eleganza naturale, Tonino Ingrosso che ha selezionato e commentato i prodotti con occhio tecnico, la sommelier Marina Verdichizzo che ha descritto gli abbinamenti con competente sensibilità gustativa, e dal ricercatore Dante Sacco, narratore di storie e tradizioni che ha saputo intrecciare memoria e contemporaneità intervenendo in particolare sulle origini del panettone.

Dietro le quinte, il lavoro silenzioso ma cruciale di Cosimo Miglietta, Tonino Maggio, Amelia De Toma, Cassandra Monte, Oronzino Ingrosso, Diego Guglielmi e Gabriele Sances ha reso possibile ogni dettaglio organizzativo, dimostrando l’importanza di disporre di squadre solide che lavorano nell’ombra.

Il Brindisi della Pace

Prima di iniziare la degustazione, un brindisi collettivo di benvenuto e buon augurio per un futuro di pace. Un gesto che affonda le radici nella storia: dal motto guerriero dei Lanzichenecchi, “Bring dir’s” (“lo porto a te”), trasformato nei secoli in simbolo universale di armonia e amicizia. A suggellare questo momento, lo spumante Aureo Metodo Charmat Rosè (da uve Aglianico) di Cantina Vetrère che ha aperto la serata con una eleganza estremamente gradita.

Un Debutto Atteso: Bernardi Cioccolato entra nel Mondo dei Lievitati

Prima di iniziare la degustazione vera e propria, è stato dedicato un momento speciale a Bernardi Cioccolato di Grottaglie, ospite particolarmente gradito. La loro presenza rappresenta un debutto significativo che vede Wine Food Voyage padrino orgoglioso di una promessa nel settore dei lievitati, come Bernardi lo è già da cinquant’anni per il cioccolato artigianale.

Dalla Pasta di Cacao alla Pasta Madre

La storia inizia nel 1974 a Grottaglie, quando i fratelli Mimmo, Giuseppe e Ciro Bernardi, durante un corso di formazione in Belgio, scoprirono il cioccolato e ne rimasero letteralmente stregati. Il cioccolato divenne il core business esclusivo, con specializzazione nella lavorazione delle masse di cacao Criollo, varietà finissima che rappresenta appena il 2% della produzione mondiale. Oggi Bernardi è conosciuta per le oltre 150 varietà di praline, tavolette monorigine e abbinamenti territoriali.

2025: L’Anno del salto nel mondo dei Lievitati

Il 2025 segna un passaggio epocale: Bernardi entra nel mondo dei grandi lievitati con produzione diretta. Grande laboratorio dedicato alla lievitazione naturale, celle climatizzate per la pasta madre, personale formato da esperti.

Pesca e Primitivo: Quando Due Tradizioni si Incontrano

Il panettone presentato in degustazione rappresenta l’incontro tra la tradizione italiana del grande lievitato milanese e una tradizione profondamente pugliese e salentina: l’abbinamento pesca e Primitivo di Manduria. Non è scelta folkloristica, ma emozionante recupero di memoria: richiama la tradizione estiva di mettere fettine di pesca nel vino rosso, abitudine conviviale tipica dei pranzi nelle masserie e delle feste sotto i pergolati. Un’usanza probabilmente risalente alle dominazioni spagnole, una sorta di “sangria salentina minimale”: mentre gli spagnoli considerano la sangria un vino aromatizzato, per noi salentini è principalmente dessert estivo rinfrescante. Bernardi compie un gesto poetico: porta l’estate nel cuore dell’inverno, trasforma un ricordo estivo in lievitato natalizio. Le 48 ore di lievitazione testimoniano il rispetto dei tempi lunghi e la volontà di essere protagonisti autentici.

La Presenza che Conta

Tra i presenti per Bernardi, Angelo Fanelli (socio di Mimmo Bernardi che per contrattempo non ha potuto intervenire) accompagnato da Angelo Abbruzzese del settore commerciale. Hanno rappresentato degnamente l’azienda, portando non solo panettoni ma anche l’entusiasmo che anima questo nuovo progetto. Per Wine Food Voyage è motivo di orgoglio averli accolti nel momento dell’inizio: è nelle prime scelte che si vede la qualità di un progetto, è nei primi passi che si intravede il carattere autentico di una visione.

I Protagonisti: Sei Panettoni, Sei Territori, Una Lingua Comune

Finalmente si è partiti a raccontare e degustare i panettoni come opere d’arte commestibili, dove gli autori-pasticceri trasformano la tradizione milanese in esperienza contemporanea e territoriale. Sei interpretazioni artigianali, sei visioni del grande lievitato, accompagnate da abbinamenti studiati che hanno sorpreso e convinto.

1. Pasticceria Calciano – Tricarico (Basilicata)

Panettone: Pera e Chocorhum
Abbinamento: Vermouth Ballor

La Pasticceria Calciano rappresenta uno dei casi più straordinari di eccellenza del Sud Italia. Fondata nel 1985 a Tricarico, borgo lucano vicino Matera, è guidata dai fratelli Ezio e Rocco Calciano che hanno ottenuto il terzo posto nella classifica Gambero Rosso dei migliori panettoni d’Italia. Il loro approccio: lievito madre centenario rinfrescato quattro volte al giorno, fermentazioni oltre 75 ore, materie prime eccellenti (burro di malga di Normandia, farina macinata a pietra, uvetta jumbo macerata in rhum invecchiato). In una terra dove vino e olio dominano la scena, i Calciano hanno reso il dolce lievitato eccellenza riconoscibile.

2. Bonifanti – Villafranca Piemonte (Torino)

Panettone: Glassa alla Nocciola e Cioccolato
Abbinamento: Vermouth Ballor

Bonifanti è storia viva della pasticceria piemontese. Fondata nel 1932 da Vincenzo Bonifanti ai piedi del Monviso, l’azienda valorizza la Nocciola Tonda Gentile delle Langhe. In una notte invernale del 1932, Vincenzo inventò la glassa croccante alla nocciola sul panettone milanese. Il loro panettone nasce dal lievito naturale da madre bianca creato nel 1932 e tramandato per 90 anni, accudito quotidianamente da Ivano Milanesio da oltre 40 anni, 365 giorni l’anno. Impasti di tre giorni, 10 ore di prima lievitazione più 8 dopo gli ingredienti. Nel 2010 ottennero il prestigioso Great Taste Award. Oggi passati alla famiglia Grondona, mantengono intatto lo spirito artigianale.

3. Fiasconaro – Castelbuono (Sicilia)

Panettone: Tradizionale
Abbinamento: Moscato Ambar – Cantine Florio

Fiasconaro è l’alfiere della pasticceria siciliana nel mondo. La storia inizia nel 1953 quando papà Mario apre una gelateria in Piazza Margherita a Castelbuono, nel Parco delle Madonie. I tre figli Fausto, Martino e Nicola, negli anni Novanta, compiono il salto generazionale. L’intuizione di Nicola, maestro pasticciere: far incontrare il lievitato milanese con ingredienti siciliani (agrumi di Ribera DOP, mandorle, pistacchio di Bronte, manna delle Madonie), lievitazioni oltre 36 ore. Oggi esportano in 75 Paesi, collaborano con Dolce&Gabbana (collezione iconica), nel 2025 hanno aperto boutique a New York portando lo spirito siciliano a Manhattan.

4. Bonfissuto – Canicattì (Sicilia)

Panettone: Frutti di bosco, glassa al cioccolato bianco, cereali croccanti
Abbinamento: Moscato Ambar – Cantine Florio

Bonfissuto rappresenta la generazione contemporanea siciliana che ha studiato le tecniche classiche ma reinterpreta con coraggio. Giovane realtà di Canicattì, nell’entroterra agrigentino, il laboratorio è guidato da maestri formati nelle migliori scuole europee. Approccio dichiaratamente moderno: contrasti di consistenze (morbido, croccante, soffiato), abbinamenti inusuali, acidità marcate, amarezze calibrate. Dietro la sperimentazione, rigore tecnico: pasta madre gestita scientificamente, fermentazioni su curve studiate, frutta fresca lavorata e parzialmente disidratata. Attrezzature di ultima generazione ma filosofia artigianale: lotti controllati, controllo visivo e tattile costante.

5. Alda – Tuglie (Lecce)

Panettone: Pancotogno (con cotognata)
Abbinamento: Amaro Salento Classico

Alda è autenticità senza compromessi. Lo storico laboratorio di Tuglie (Lecce), rappresenta la pasticceria familiare che ha preservato ricette di oltre 100 anni. Il Pancotogno nasce dall’incontro tra panettone milanese e cotognata salentina, dolce contadino con mele cotogne cotte lentamente. Le mele cotogne vengono da vecchi alberi della campagna leccese, varietà antiche dimenticate, raccolte a mano e lavorate seguendo ricette orali tramandate. Laboratorio piccolo, conduzione familiare, pasta madre curata quotidianamente. Nessun marketing: solo volontà di raccontare territorio attraverso sapienza contadina. Alda è presidio di memoria.

6. Bernardi Cioccolato – Grottaglie (Taranto)

Panettone: Pesca e Primitivo
Abbinamento: Amaro Salento Classico

Come già raccontato, Bernardi affronta il debutto nel lievitato con serietà: laboratorio dedicato, personale formato, 48 ore di lievitazione, competenza cioccolatiera applicata alla gestione dei grassi. L’abbinamento pesca-Primitivo richiama tradizioni salentine estive, porta memoria nel presente.

Il Senso dell’Evento: Oltre la Degustazione

La serata del 5 dicembre a Trepuzzi principalmente è stata una celebrazione della bellezza del fare artigianale, dell’arte di creare panettoni fatti con verità, custodendo memoria e costruendo futuro.

Sei panettoni, sei territori, sei storie. Ma un’unica lingua: quella della fermentazione rispettata, del tempo onorato, della materia trasformata con sapienza. Una lingua che parla di Italia, di tradizioni che si rinnovano senza tradirsi, di artigiani che credono che la qualità non sia negoziabile, che il tempo non sia variabile da comprimere, che il gusto vero valga ogni attesa.

Gli abbinamenti proposti – vermouth storico torinese, moscato liquoroso siciliano, amaro salentino hanno dimostrato che il panettone può uscire dalla dimensione del dopo pasto natalizio per diventare protagonista di esperienza degustativa completa.

Ringraziamenti e Appuntamento al Futuro

Grazie alle aziende che hanno creduto nel progetto, al pubblico attento che ha trasformato degustazione in condivisione culturale, a Trepuzzi e alla sua comunità per l’accoglienza.

Ci vediamo alla prossima fermentazione. Con la stessa fame di bellezza, la stessa sete di autenticità, la stessa convinzione che il tempo – quello vero, quello lento, quello rispettato – sia l’ingrediente più prezioso che abbiamo.

Wine Food Voyage continua il viaggio tra territori, sapori e storie. Perché mangiare e bere bene non è lusso, ma diritto. E raccontarlo è dovere.

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