Addio a Gilberto Mora, custode della cultura del cioccolato

Agosto 18, 2026
di Luigi Sances

Il ricordo di Stefano Bugamelli, tra passione, ricerca e un’amicizia nata nel segno del cacao

Ci sono persone che, nel mondo dell’enogastronomia, non si limitano a raccontare la qualità: la riconoscono, la studiano, la difendono e contribuiscono a costruirne la cultura. Gilberto Mora è stato una di queste.

La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nella comunità del cioccolato italiano. Presidente della Compagnia del Cioccolato, ricercatore instancabile e grande appassionato di cacao, Gilberto è stato per anni un punto di riferimento per i cioccolatieri, per i degustatori e per tutti coloro che hanno creduto nella necessità di conoscere e valorizzare il cioccolato di qualità.

A ricordarlo è Stefano Bugamelli, giornalista enogastronomico e responsabile della comunicazione della Compagnia del Cioccolato, che ha condiviso con Gilberto un lungo percorso professionale e umano.

Il ricordo di Stefano assume per noi un significato ancora più particolare perché Gilberto era diventato, nel tempo, anche un interlocutore prezioso per Wine Food Voyage. Ricordiamo l’intervista che ci aveva concesso nei primi mesi di quest’anno e, soprattutto, la sua presenza a “I Cioccolati del Mediterraneo”, la manifestazione che a Maglie ha raggiunto nel 2026 la sua IV edizione e che, per il terzo anno consecutivo, ha ospitato la consegna del prestigioso Premio Tavoletta d’Oro, giunto alla sua XXIV edizione.

E voglio aggiungere un ricordo personale. Per mesi avevo quasi “assillato” Gilberto con una richiesta: portare a Lecce un corso per formare nuovi degustatori di cioccolato. Io insistevo, lui sorrideva e, con quella sua concretezza bonaria, mi rispondeva: «Va bene Luigi, ma intanto iscriviti così sei uno dei nostri…». Una frase semplice, ma che racconta bene il suo modo di essere: prima di tutto condividere, coinvolgere, creare una comunità intorno alla cultura del cioccolato.

Anche quest’anno, nonostante non fosse nelle migliori condizioni fisiche, Gilberto ha voluto esserci. Ha ancora una volta messo a disposizione la sua conoscenza, la sua esperienza e quella passione straordinaria con cui sapeva raccontare il cacao e le eccellenze del mondo del cioccolato.

È questo Gilberto che vogliamo ricordare: un uomo di grande valore, generoso nel sapere e capace di trasformare una passione in cultura.

A seguire, il ricordo di Stefano Bugamelli.

Gilberto Mora: e’ con grande tristezza che la Compagnia del Cioccolato dà notizia della scomparsa del suo presidente Gilberto Mora. La grave malattia che lo aveva colpito alcuni mesi fa ha infine avuto la meglio. Gilberto Mora ha attraversato la sua vita con una curiosità rara, capace di intrecciare mondi anche lontani tra loro, il cinema, il teatro, la comunicazione, la gastronomia, e di portare in ognuno di essi la stessa passione autentica. Chi lo ha conosciuto lo ricorda così, prima ancora che come Presidente della Compagnia del Cioccolato, come un uomo che sapeva ascoltare, raccontare e trasmettere quello che sapeva con generosità. Ma se c’è una cosa che più di ogni altra ha definito il suo percorso, è stato il cacao. È diventato il filo conduttore della sua vita, la missione a cui ha dedicato energie, tempo e passione per oltre vent’anni. Tutto cominciò nel 2000, quando tredici soci bolognesi, fra cui lui, fondarono “la Tavoletta”, delegazione locale dell’Associazione. Da lì il suo impegno crebbe rapidamente, tanto che poco dopo Gilberto ne divenne presidente nazionale, succedendo a Roberto Bava, cofondatore nel 1995. Sotto la sua guida la Compagnia iniziò un percorso di crescita costante. Organizzò e promosse corsi, degustazioni, master, concorsi ed eductour, formando numerosi Chocolate Taster, i sommelier del cioccolato, e portando avanti lo scopo che si era prefissata fin dall’inizio, quello di diffondere la cultura del cioccolato di qualità, avvicinando cittadini e gourmet e spingendo gli stessi produttori italiani a migliorarsi attraverso il Premio Nazionale Tavoletta d’Oro, annualmente dedicato ai migliori cioccolati nazionali. Quella stessa divulgazione però non gli bastava, non voleva fermarsi alla tavoletta finita. Voleva capire da dove venisse davvero il cioccolato, e questo lo portò ad approfondire con crescente dedizione le origini e le genetiche del cacao. Visitò più volte, insieme a delegazioni tecniche, le piantagioni del Venezuela, dove costruì legami autentici con gli agronomi locali, tenendo relazioni e lezioni nelle loro università e in Italia. Fu un impegno che il Ministero dell’Agricoltura venezuelano e l’Università di Mérida vollero riconoscere ufficialmente, ma che per chi lo conosceva era prima di tutto il segno di una curiosità e di un rispetto per il lavoro altrui non comuni. Fu proprio da quel lavoro sul campo che nacquero le collaborazioni più preziose. Grazie a lui, molti dei migliori cioccolatieri italiani hanno potuto lavorare con partite pregiate di cacao Criollo, provenienti da piccole piantagioni sudamericane che Gilberto stesso aveva selezionato una per una. Dai loro semi, trasportati in Italia, sono nati cioccolati, creme e praline che hanno contribuito a rendere l’arte cioccolatiera italiana ammirata nel mondo. Chi gli è stato vicino in questi anni ha condiviso con lui impegni, preoccupazioni, degustazioni memorabili e molte soddisfazioni. Lo ricordiamo così, con la gratitudine di chi ha avuto il privilegio di camminargli accanto. La Compagnia del Cioccolato e tutti i suoi amici. Bagnarola di Budrio (Bologna), 17 agosto 2026

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