GIN, CIOCCOLATO E ATLANTICO

UNA NOTTE SENSORIALE TRA ALAMBICCHI E CACAO
Un Club di Vinofili tra gli Alambicchi
Ci sono serate che lasciano il segno non per quello che ci si aspetta, ma per quello che non si immagina affatto. La serata del 28 maggio presso la Distilleria Pedro Ferreira di Trepuzzi, in provincia di Lecce, è stata esattamente questo: uno strappo alla regola luminoso, di quelli che ridefiniscono i confini del gusto e aprono porte che non sapevi di voler aprire.


Protagonista del battesimo è stato il Club di degustazione del Vino “Cin Cin”, una comunità di appassionati storicamente radicata nel mondo dell’enologia, che si trovava per la prima volta a misurarsi con le complessità dei distillati d’autore e del cioccolato artigianale. Abituati a far ruotare il vino nel calice, a ragionare per vitigni e annate, i soci del Club hanno varcato — con costruttiva curiosità — la soglia di un mondo apparentemente lontano.



La serata ha adottato un formato ibrido: un nucleo in presenza a Trepuzzi e un gruppo di appassionati collegati via Zoom da vari punti d’Italia, ciascuno con la propria box di degustazione recapitata direttamente a casa. A guidare il percorso, Luigi Sances, presidente dell’Associazione Wine Food Voyage, che ha costruito la serata come un viaggio narrativo prima ancora che sensoriale. Non si trattava di sopportare i 40 gradi alcolici, ha spiegato fin dall’inizio, ma di imparare a leggere il distillato esattamente come si fa con un grande vino: decodificandone i tempi di infusione delle botaniche, l’estrazione degli oli essenziali, la purezza dell’acqua sorgiva che ne definisce la spina dorsale.



Dalla Vigna all’Alambicco: un Filo Storico Inaspettato
Il passaggio dal mondo del vino a quello della distillazione artigianale, apparentemente così distante per gradazione e modalità di servizio, ha rivelato ai soci del Club radici storiche profonde e una contiguità inaspettata con l’universo enologico a loro tanto caro. Sances ha tessuto questo filo conduttore per dimostrare come l’alambicco non sia un elemento estraneo alla cultura vitivinicola del Sud, ma il suo naturale compimento.

Nelle antiche masserie salentine, le cantine di vinificazione convivevano regolarmente con un piccolo alambicco in rame, utilizzato per distillare le vinacce e valorizzare ogni frazione del raccolto.
Questa simbiosi divenne strutturale dopo la grande crisi della fillossera: per rispondere alla massiccia domanda di mosti e vini da taglio dal Nord Italia e dall’Europa, il Salento vide sorgere cantine a ritmi industriali, e le distillerie si rivelarono fondamentali per completare il ciclo economico, convertendo le eccedenze in “fuoco liquido”.

Uno dei cuori pulsanti di questa stagione fu San Cesario di Lecce, consacrata “Città delle distillerie”, dove nacque la celebre Anisetta De Giorgi — un liquore cristallino a base di semi di anice verde distillati in alambicco discontinuo, insignito del Brevetto della Casa Reale. Nel 1942 questa specialità salentina compì una storia straordinaria: fu il primo caso storicamente accertato di product placement italiano nel cinema internazionale, comparendo sul bancone di Humphrey Bogart nel capolavoro hollywoodiano Casablanca. Un dettaglio che dice tutto sull’orgoglio — e sull’ironia — di questa terra.
Pedro Ferreira: Concept Portoghese, Anima Salentina
Per capire cosa rende i distillati di Pedro Ferreira qualcosa di radicalmente diverso, bisogna conoscere la sua storia. Radici portoghesi, formate da una nazione che si riconosce nelle proprie coste e nei suoi navigatori, plasmata dai paesaggi primordiali delle scogliere dell’Algarve — quella striscia di costa meridionale esposta all’Atlantico, terra di surfisti, rocce monumentali e luce radente. Poi, tredici anni fa, l’approdo in Italia. E nel Salento.
Non una scelta casuale. La varietà delle materie prime locali, la freschezza della frutta, l’umidità marina che permea l’aria: tutto questo offre a Ferreira un terroir creativo di rara fertilità. La sua filosofia si condensa in una formula lapidaria: “concept portoghese, stile italiano”. Nella sua distilleria di Trepuzzi, le botaniche atlantiche e le suggestioni esotiche si fondono con l’acqua di sorgente purissima e i profumi della macchia mediterranea, dando vita a prodotti che sfuggono a qualsiasi categoria preconfezionata. Pedro nella gestione della Distilleria è coadiuvato dalla sua dolce metà Grazia Mosca.

Quella di Trepuzzi non è semplicemente una distilleria: è un laboratorio di sartorialità liquida che opera anche per ricettazioni su misura e private label di alta gamma. Ogni infusione si prende il tempo che le spetta, ogni bottiglia viene tappata a mano. Il Salento non ha mai smesso di produrre grandi spiriti — Pedro Ferreira ne è la riprova contemporanea.

Bernardi Cioccolato: la Rivoluzione Bean-to-Bar di Grottaglie
Se il mondo dei distillati salentini ha trovato in Pedro Ferreira il suo alchimista, l’arte dolciaria pugliese esprime uno dei suoi vertici in Bernardi Cioccolato di Grottaglie (FABERN SRL). L’azienda è tra le pochissime cioccolaterie d’eccellenza in Italia ad aver abbracciato integralmente la filosofia Bean-to-Bar: dalla fava alla tavoletta, senza scorciatoie industriali.

Il viaggio di FABERN inizia nelle piantagioni d’origine più pregiate al mondo, da cui vengono importati sacchi di fave di cacao crude. Nel laboratorio di Grottaglie si compiono poi i processi più delicati: selezione manuale dei chicchi, tostatura calibrata per preservare i precursori aromatici, decorticazione, lungo concaggio, temperaggio. Questo approccio “sartoriale” elimina la standardizzazione del gusto e valorizza le note terrose, fruttate o floreali native di ogni specifico cru. È grazie a questa dedizione millimetrica che la Pralina Enigma — finalista al prestigioso Premio Tavoletta d’Oro 2026 — riesce a dialogare alla pari con l’intensità dei grandi distillati.


La mitologia locale entra direttamente nella forma del cioccolato: il Pumo, bocciolo di ceramica simbolo di fertilità e prosperità, si riflette nella sfericità e nella lucentezza delle praline “nude” di Bernardi. E la Dama coi Baffi — la brocca antropomorfa legata alla leggenda del giovane vignaiolo che si travestì da donna per sottrarre la sua amata allo Ius Primae Noctis, e fu scoperto per i baffi dimenticati — ispira una propensione alla metamorfosi ironica che percorre tutta la produzione. La forma racconta. Il cioccolato è territorio.


I Tre Pairing della Serata
Pralina Enigma × Gin 585.5 Miles
La degustazione si apre con il momento tecnicamente più ardito della serata. La Pralina Enigma si presenta sobria: una camicia di cioccolato al latte striata da scanalature oblique. Poi si morde, e il gioco si rivela — un cuore bifasico dove la fluidità setosa del caramello leggermente salato convive con la croccantezza del pralinato di frutta a guscio caramellata. Dolce-salato, morbido-croccante: ogni assaggio sorprende.


Ad affiancarla, il Gin 585.5 Miles (40% vol.), nato dall’adolescenza di Pedro Ferreira surfista sull’Algarve. Il nome celebra le 585,5 miglia di costa portoghese; il distillato — vincitore della medaglia d’argento nella categoria Best Idea/Concept ai Gin Awards 2023 — vuole imbottigliare il profumo del mare e degli scogli. Le alghe oceaniche infuse (lattuga di mare, erba di San Giovanni, liquirizia) conferiscono un profilo ricco di iodio, sali minerali e una nota sapida balsamica di rara pulizia. Pedro racconta di aver cercato di ricreare nel gin la sensazione gastronomica dei percebes dell’Algarve: crostacei rarissimi, aggrappati alle rocce battute dall’Atlantico, definiti il “caviale del mare” per il loro sapore intensamente iodato e il costo proibitivo — dai 60 ai 120 euro al chilo. La raccolta è pericolosa: i percebeiros si calano con corde sulle scogliere e strappano i molluschi tra un’onda e l’altra. Il loro valore non è solo gastronomico: è coraggio imbottigliato.


L’abbinamento gioca sul contrasto strutturale piuttosto che sulla corrispondenza aromatica. La vertigine salmastra e minerale del 585.5 fende la dolcezza assoluta del caramello, azzerando ogni stucchevolezza e invitando al sorso successivo. La lattuga di mare taglia lo strato lipidico del burro di cacao con precisione chirurgica, lasciando in chiusura una persistenza lunga dove caramello salato e iodio atlantico si fondono in qualcosa di inaspettatamente nuovo.

Fondente Arancio × Gin Mágico
L’impatto visivo è immediato: il Gin Mágico (40% vol.) si presenta di un blu magnetico che, a contatto con le variazioni di pH — del ghiaccio, della tonica, persino della saliva — vira verso il lilla e il viola in un elegante tango cromatico. Il responsabile è il fiore di Clitoria Ternatea, impiegato da Ferreira insieme a ginepro, coriandolo, scorza d’arancia, cardamomo, lampone e impercettibili frammenti di foglie d’oro. Al palato, una persistenza intensa di frutti rossi e un retrogusto di lampone che bilancia gli aromi secchi di testa.


L’abbinamento con il Fondente Arancio di Bernardi — cioccolato fondente con inclusioni di scorza candita, ammorbidito da latte intero in polvere che ne attenua le punte amare — funziona come un ponte aromatico preciso. La scorza d’arancia del gin trova la propria anima gemella nell’inclusione agrumata del cioccolato, mentre lo spettacolo cromatico nel bicchiere amplifica l’intera esperienza. Un abbinamento luminoso, immediatamente leggibile, pensato per aprire il palato senza intimidirlo.

Cremino alla Mandorla Pugliese × Amaro Rust
Il sipario cade sul momento più territoriale della serata. L’Amaro Rust (30% vol.) — ambrato, con una texture setosa conferita dal miele di sulla, note balsamiche di eucalipto e menta che si chiudono sulle componenti amaricanti della china — incontra il Cremino con Ripieno alla Mandorla: una reinterpretazione magistrale del classico piemontese arricchita dalla nobiltà della mandorla pugliese, anch’essa finalista nazionale 2026. Tre strati, scioglimento immediato, nota tostata di nocciola intrecciata alla dolcezza floreale della mandorla.


Qui la corrispondenza territoriale è assoluta. La mandorla di Puglia e le botaniche mediterranee del Rust parlano la stessa lingua — quella della macchia, della resina, del sole radente sulla pietra calcarea. Il miele di sulla avvolge il cremino in una texture profumata; le note amaricanti di china e ginepro bilanciano la componente zuccherina senza schiacciarla. Il finale è lungo, pulito, radicato nella terra che lo ha generato.

L’accoglienza di Pedro Ferreira, il Genio dell’Alambicco
La vera anima della serata è stata la dirompente vivacità di Pedro Ferreira. Definirlo semplicemente un mastro distillatore sarebbe riduttivo: Pedro si è rivelato un istrionico Genio dell’Alambicco, capace di magnetizzare l’attenzione sia degli ospiti in sala sia dei soci collegati via Zoom. Con una presenza scenica travolgente ha improvvisato in diretta un flambè di salsicce locali sfumate al gin, riempiendo l’atelier di profumi balsamici e scatenando l’entusiasmo — e l’acquolina — dei partecipanti a distanza.


Ma la magia non si è fermata allo show cromatico. Con la generosità tipica della sua doppia anima portoghese e salentina, Pedro ha conquistato definitivamente la platea remota con una promessa solenne: a ciascuno dei partecipanti online, non appena metteranno piede nel Salento, sarà spalancata la medesima, calorosa ospitalità dal vivo — calice pronto e alambicchi in funzione.
Un Format Ibrido, un’Esperienza Intera
La commistione tra la presenza fisica a Trepuzzi e la connessione remota via Zoom non ha depotenziato l’esperienza — l’ha moltiplicata. Chi era in presenza ha visitato gli alambicchi, toccato i sacchi di botaniche, sentito Pedro raccontare il profumo dell’Algarve. Chi era collegato da remoto ha aperto distillati e cioccolatini in sincronia con il gruppo. Il merito va alla filosofia che ha ispirato l’intera serata: non la performance dell’esperto, ma la curiosità come metodo.
Come diceva Gaudì, l’originalità consiste nel tornare alle origini. Ferreira lo fa attraverso le alghe atlantiche e le onde dell’Algarve. Bernardi lo fa attraverso il cacao e la mandorla di Puglia. Wine Food Voyage lo fa ogni volta che crea uno spazio di dialogo in cui questi due mondi si incontrano, si riconoscono e raccontano — sensorialmente — la loro storia.



Un ringraziamento profondo a distilleria artigianale Pedro Ferreira (https://pedroferreiraspirits.com ), a Bernardi Cioccolato (https://bernanrdicioccolato.it ), al Club “Cin Cin” e a tutti i viaggiatori — reali e digitali — che hanno condiviso con Wine Food Voyage questo straordinario percorso lungo le rotte del gusto mediterraneo. Alla prossima!

