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SALICE SALENTINO (LE) – 8 aprile 2026 – Salice Salentino DOC

Aprile 8 @ 6:00 pm 6:30 pm

Celebrazioni, filiera e sviluppo con il Dajs tra investimenti, promozione territoriale e rilancio competitivo del vino pugliese.

LECCE – Il DOC Salice Salentino taglia il traguardo dei 50 anni dal riconoscimento ufficiale, avvenuto l’8 aprile 1976, confermandosi come una delle principali leve economiche del comparto vitivinicolo pugliese. L’anniversario sarà celebrato con un articolato programma di iniziative istituzionali e promozionali che coinvolgono enti locali, consorzi e organismi di sviluppo territoriale. Un passaggio che assume rilevanza strategica per il mercato, in un contesto di crescente competizione internazionale nel settore dei Vini DOP e delle denominazioni territoriali.

Il contesto economico

Il comparto vitivinicolo italiano rappresenta uno dei pilastri dell’agroalimentare nazionale, con un valore dell’export che supera i 7 miliardi di euro e una crescente domanda internazionale di prodotti certificati. In questo scenario, le denominazioni come il DOC Salice Salentino svolgono un ruolo determinante nel rafforzare il posizionamento competitivo dei territori.

La Puglia, negli ultimi anni, ha intrapreso una trasformazione strutturale, passando da una produzione orientata ai volumi a una strategia basata sulla qualità e sull’identità territoriale. Il Salento, in particolare, si configura come un distretto vitivinicolo evoluto, capace di integrare produzione agricola, turismo esperienziale e valorizzazione culturale.

Le istituzioni e la governance della filiera

Il programma del cinquantenario nasce dalla sinergia tra il Comune di Salice Salentino e il Consorzio di Tutela Vini DOP Salice Salentino, insieme al GAL Terra d’Arneo e al Distretto Agroalimentare di Qualità Jonico Salentino (Dajs).

Questa alleanza rappresenta un modello avanzato di governance della filiera, in cui istituzioni pubbliche e soggetti produttivi collaborano per rafforzare la competitività del territorio e la riconoscibilità della denominazione sui mercati.

A coordinare l’incontro istituzionale sarà Michele Peragine, presidente dell’Associazione Giornalisti Agroalimentare Puglia, mentre tra i protagonisti figurano amministratori locali e rappresentanti delle principali organizzazioni del settore.

Gli investimenti e il programma 2026

Il calendario delle celebrazioni si sviluppa lungo tutto il 2026 e combina iniziative promozionali, culturali e di posizionamento strategico:

  • Celebrazione istituzionale al Vinitaly, principale piattaforma internazionale del vino italiano
  • Convegno nazionale dedicato alla filiera vitivinicola
  • Eventi diffusi nel centro urbano con degustazioni, showcooking e promozione delle produzioni locali
  • Mostre fotografiche e archeologiche dedicate alla cultura del vino
  • Presentazione di un volume storico di Alfredo Polito, autore e di un docufilm firmato da Edoardo Winspeare, regista

Una parte significativa delle attività rientra nel programma Radici Virtuose, iniziativa di rigenerazione economica, sociale e ambientale promossa a livello territoriale e sostenuta dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. Il progetto si inserisce nel più ampio quadro delle politiche di rilancio delle aree colpite dalla Xylella fastidiosa.

L’impatto sul mercato e sul territorio

Il cinquantenario rappresenta un passaggio chiave per l’intero ecosistema economico locale, in una fase di profonda trasformazione del comparto agricolo salentino. La crisi fitosanitaria ha accelerato la necessità di riconversione e innovazione, rendendo il vino uno degli asset strategici per il rilancio.

Cosimo Leuzzi, sindaco del Comune di Salice Salentino sottolinea: «Non è solo un compleanno, ma è un momento particolarmente importante per tutto il territorio che rappresenta la DOC, che riunisce sette comuni. I prossimi anni saranno anni importanti e non mi riferisco solo ed esclusivamente alla celebrazione del cinquantesimo, ma a tutto l’indotto del vino che sta attraversando un momento particolare grazie alle sinergie che si sono create. Possiamo dare una risposta e una possibilità alle generazioni future che devono puntare moltissimo, non solo sul vino ma su tutte le produzioni locali come traino di sviluppo».

L’impatto economico della denominazione si estende oltre la produzione vitivinicola, coinvolgendo turismo, ristorazione, artigianato e filiere culturali, con effetti moltiplicativi sull’economia locale.

Le strategie della filiera

Dal punto di vista competitivo, il sistema DOC Salice Salentino si muove lungo tre direttrici strategiche:

  • Rafforzamento della qualità certificata
  • Valorizzazione dell’identità territoriale
  • Innovazione produttiva e sostenibilità

Damiano Reale, presidente del Consorzio di Tutela Vini DOP Salice Salentino evidenzia: «Insieme si può valorizzare ciò che i nostri predecessori hanno reso concreto e si possono fare cose importanti per il territorio. Il Consorzio si è fatto promotore di questa iniziativa che vede l’aggregazione di più enti con grande soddisfazione per celebrare la DOC Salice Salentino che rappresenta una delle aree vitivinicole più storiche ed identificative della Puglia. Si è avviato un percorso virtuoso di collaborazione che vedrà tutti i protagonisti coinvolti in un calendario che saremo felici di condividere con tutti voi».

Il ruolo delle politiche di sviluppo

Il collegamento con il programma Radici Virtuose rafforza il ruolo della denominazione all’interno delle politiche di sviluppo territoriale e di rigenerazione post-crisi.

Leo Piccinno, presidente del Distretto Agroalimentare di Qualità Jonico Salentino (Dajs) afferma: «La DOC Salice Salentino nasce cinquant’anni fa grazie alla visione di imprenditori capaci di leggere il futuro e trasformarlo in valore per il territorio. Oggi celebriamo non solo una storia di qualità, ma un modello di sviluppo che ha reso questa terra riconoscibile, attrattiva e viva. Allo stesso modo, gli imprenditori di oggi sono chiamati a una nuova sfida: rigenerare il territorio dopo la Xylella, costruendo un’agricoltura più resiliente, sostenibile e capace di guardare avanti. È in questa continuità tra visione e responsabilità che si gioca il futuro del Salento».

Le reazioni del sistema locale

Il cinquantenario viene interpretato come un’opportunità per consolidare il legame tra produzione vitivinicola, cultura e turismo.

Cosimo Durante, presidente del GAL Terra d’Arneo osserva: «Non vogliamo solo celebrare il passato ma soprattutto gettare ponti verso il futuro, rafforzando il legame tra vino, cultura e turismo. Questa ricorrenza deve servire come occasione per rinnovare un patto con il territorio e con chi lo vive. Essere una guida, narrativa e operativa. Capace di intrecciare memoria, visione, tradizione e innovazione, brindando insieme al futuro».

Sul piano amministrativo, emerge la volontà di rafforzare la cooperazione interistituzionale. Luigi Palazzo, assessore del Comune di Salice Salentino dichiara: «Questa è una nuova tappa di un percorso che ci porterà intanto a celebrare l’importante ricorrenza del cinquantesimo della nostra DOC, ma poi a fare una riflessione sul territorio insieme a tutti i comuni coinvolti e insieme agli enti competenti, dal Consorzio, al DAJS, al GAL alla comunità. Sarà un’anteprima di un rapporto tra le istituzioni e tra i territori che si è già rivelato virtuoso in occasione della partecipazione alla celebrazione dell’anniversario presso il Parlamento Europeo di Bruxelles e che ci porterà a camminare insieme per i prossimi anni».

Scenari futuri

Nel medio periodo, lo sviluppo del DOC Salice Salentino sarà legato alla capacità di consolidare i mercati internazionali, attrarre investimenti e rafforzare l’integrazione tra vino, turismo e cultura.

Il cinquantenario rappresenta quindi un punto di svolta: da un lato la valorizzazione di una denominazione storica nel panorama dei Vini DOP, dall’altro l’avvio di una nuova fase di crescita sostenibile sostenuta da programmi come Radici Virtuose e dalla regia del Distretto Agroalimentare di Qualità Jonico Salentino (Dajs).

In un contesto globale sempre più selettivo, la capacità di fare sistema tra imprese, istituzioni e territorio si conferma il principale driver di competitività e resilienza economica del Salento.