AMEDEI: quando il cioccolato toscano incontra il Mediterraneo

Marzo 13, 2026
di Luigi Sances

Intervista a Giuseppe Vecchione, manager di Amedei – Incontro realizzato a Maglie in occasione de “I Cioccolati del Mediterraneo”.

C’è un posto in Toscana, e precisamente a Pontedera in provincia di Pisa, dove il cacao si trasforma in qualcosa di straordinario. Si chiama Amedei, ed è molto più di una cioccolateria: è un manifesto filosofico sul significato di fare le cose bene, con pazienza, con cura, con rispetto per la materia prima. L’abbiamo incontrato a Maglie a margine de “I Cioccolati del Mediterraneo”, dove Giuseppe Vecchione — Direttore Operativo dell’azienda sul mercato — ci ha raccontato l’essenza di un brand che ha riscritto le regole del cioccolato artigianale in Italia e in Europa.

Le radici: Pontedera e la Chocolate Valley

Prima di parlare di filosofia, vale la pena raccontare da dove viene tutto questo. Amedei nasce nel 1990 a Pontedera, in provincia di Pisa, fondata dalla famiglia Tessieri nel cuore di quella che oggi viene chiamata — non senza una punta d’orgoglio regionale — la Chocolate Valley toscana.

Bean to bar: una rivoluzione silenziosa

Tutto parte da una fava. O meglio, dalla scelta di non delegare nulla a nessuno. «Amedei è una delle prime aziende che ha portato sul mercato italiano, e direi anche europeo, il cioccolato bean to bar», spiega Vecchione. Significa produrre direttamente dalla fava di cacao alla tavoletta finita, senza intermediari, senza compromessi. Un percorso lungo, lento, esigente — ma che consente un controllo totale su ogni variabile aromatica del prodotto.

Non si tratta solo di una scelta tecnica. È una dichiarazione d’intenti: la qualità non si compra, si costruisce. E Amedei la costruisce scegliendo cacao di altissimo livello, curandone la selezione con cura estrema, lavorandoli con quella lentezza artigianale che i tempi industriali non si possono permettere.

Eleganza, in ogni senso

Ciò che colpisce, parlando con Vecchione, è l’uso insistito della parola eleganza. Un termine che ad Amedei viene applicato su due livelli distinti ma inscindibili: quello gustativo — il profilo aromatico dei cioccolati, la loro complessità, la loro capacità di raccontare un’origine — e quello estetico, del packaging, della presentazione, dell’esperienza visiva prima ancora che sensoriale.

«Cerchiamo di mantenere intatta l’eleganza, sia del cioccolato in sé, sia di tutto quello che riguarda il confezionamento e la presentazione al mercato», sottolinea il manager. Una visione per la quale il prodotto non finisce dove finisce la tavoletta, ma si estende fino all’ultimo dettaglio della sua messa in scena.

Grande gruppo, anima artigiana: un connubio possibile?

Nel 2017 arriva la svolta. L’azienda viene rilevata dalla famiglia di imprenditori Pontecorvo e oggi Amedei fa dunque parte del Gruppo Ferrarelle. Una notizia che, ai puristi del cioccolato artigianale, potrebbe suonare come un campanello d’allarme. Eppure Vecchione dissipa ogni dubbio con una certezza che suona genuina: non solo il gruppo lascia ad Amedei la libertà di continuare a lavorare come ha sempre fatto, ma è il gruppo stesso a volerlo.

«Non è solamente un requisito che ci lasciano mantenere, è un requisito che assolutamente il gruppo desidera mantenere», chiarisce. Ferrarelle ha investito nello stabilimento di Pontedera — circa trenta dipendenti, un fatturato che al momento dell’acquisizione si aggirava sui tre milioni di euro con il 40% generato dall’export — con l’obiettivo di rafforzare la distribuzione retail di alto livello e la presenza internazionale, sfruttando le sinergie commerciali del gruppo. Ma senza toccare l’anima del prodotto. La casa madre ha capito che il valore di Amedei sta esattamente nella sua identità, nella sua storia, nella sua irriproducibile cifra artigianale. Snaturarla significherebbe distruggerla. E così la cura della torrefazione, la cura nella selezione dei cacao, la ricerca dei blend perfetti — tutto sopravvive, anzi prospera, anche all’interno di una struttura più grande.

Il mercato ascolta, Amedei risponde

C’è un altro pilastro nella filosofia dell’azienda: l’ascolto. Vecchione parla di un contatto costante con i clienti attraverso la rete vendita, di una reattività che trasforma il feedback del consumatore in benzina per l’innovazione. E i riconoscimenti non vengono vissuti come semplici trofei da esporre, ma come conferme di un lavoro ben fatto e, soprattutto, come stimoli a fare ancora meglio.

«Questo tipo di feedback ci rende sicuramente sempre subito reattivi a dare delle risposte e a creare delle soluzioni per i requisiti che il mercato si aspetta», spiega. Con una precisazione significativa: l’obiettivo non è inseguire il mercato, ma anticiparlo. Capire dove sta andando prima che ci arrivi.

In questo quadro si inseriscono anche le visite aziendali aperte ai consumatori — un investimento in trasparenza e cultura del cacao che racconta molto di un’azienda convinta che il cioccolato di qualità si debba capire prima di poterlo davvero apprezzare.

La Tavoletta d’Oro 2026: tre premi che raccontano una visione

La conferma più tangibile di tutto questo arriva proprio da Maglie, in provincia di Lecce, dove il 7 e 8 marzo 2026 si è tenuta la manifestazione I Cioccolati del Mediterraneo. In occasione della 24ª edizione della Tavoletta d’Oro, il prestigioso riconoscimento annuale della Compagnia del Cioccolato — la più autorevole associazione italiana di cultura e degustazione del cioccolato — Amedei ha conquistato ben tre premi, confermandosi tra le eccellenze assolute del panorama nazionale.

🥇 Gold – Categoria Fondente: Toscano Black 63%

Il riconoscimento più significativo, e forse il più sorprendente per chi non mastica il mondo del cioccolato, è il Gold nella categoria Fondente assegnato al Toscano Black 63%. Perché sorprendente? Perché nella percezione comune vige ancora un luogo comune duro a morire: più alta è la percentuale di cacao, più il cioccolato è di qualità. Un’equazione semplice, rassicurante — e profondamente sbagliata.

La percentuale indicata in etichetta (63%, in questo caso) rappresenta la quota totale di componenti derivati dal cacao presenti nella ricetta: pasta di cacao, burro di cacao, eventuale polvere. Il restante 37% è principalmente zucchero. Un 63% non è quindi un cioccolato “meno serio” di un 80% o di un 90%: è semplicemente un cioccolato pensato per un diverso equilibrio tra amaro, dolce e rotondità aromatica. E se le materie prime sono eccezionali — come nel caso dei cacao toscani selezionati da Amedei — un 63% può regalare una complessità gustativa che molti fondenti estremi non riescono nemmeno ad avvicinare.

Il Toscano Black 63% è il cioccolato fondente “di accesso” per eccellenza della casa: un blend di cacao pregiati che si distingue per una struttura equilibrata, note fruttate e floreali ben integrate, un finale lungo e pulito. È il cioccolato che dimostra come la vera sfida non sia spingersi verso percentuali sempre più alte, ma trovare l’armonia perfetta tra gli ingredienti. Il Gold della Tavoletta d’Oro 2026 è, in questo senso, una piccola rivoluzione culturale: il mercato — quello dei consumatori più attenti e preparati — ha parlato chiaro.

🥈 Silver – Categoria Massa di Cacao 100%: Toscano Black 100%

All’altro estremo dello spettro, il Toscano Black 100% conquista il Silver nella categoria Massa di Cacao. Qui siamo nel territorio più estremo e austero del cioccolato: nessuno zucchero, nessuna aggiunta. Solo cacao puro, nella sua espressione più integrale e intransigente.

Non è un prodotto per tutti — e non pretende di esserlo. È una tavoletta per chi vuole ascoltare il cacao senza filtri, nella sua complessità minerale, terrosa, con punte di tostatura e un amaro nobile e persistente. Lavorare bene un 100% richiede una materia prima di primissimo ordine: qualsiasi difetto del cacao, qui, non ha dove nascondersi. Il Silver di Compagnia del Cioccolato certifica che il Toscano Black 100% passa questo esame severo a pieni voti.

🥈 Silver – Categoria Latte: Toscano Brown 32%

Il terzo riconoscimento allarga ulteriormente lo sguardo sulla gamma Amedei: Silver nella categoria Cioccolato al Latte per il Toscano Brown 32%. Anche qui, un numero apparentemente “basso” che cela una grande ambizione. Il 32% di cacao in un cioccolato al latte non è un ripiego: è la percentuale che permette al latte — nella sua componente cremosa e lattea — di dialogare alla pari con la massa di cacao, creando quella rotondità avvolgente e quella dolcezza mai stucchevole che caratterizzano i migliori cioccolati al latte artigianali.

Il Toscano Brown è il volto più accessibile e seducente di Amedei, quello capace di conquistare anche i palati meno abituati al fondente. Premiarlo significa riconoscere che la qualità non ha un solo registro, e che fare bene il cioccolato al latte è una sfida altrettanto nobile — e spesso sottovalutata — rispetto ai grandi fondenti monorigine.

Tradizione e innovazione: non un paradosso, ma una necessità

La filosofia di Amedei, in fondo, si può riassumere in una tensione fertile: tra la fedeltà a ciò che si è sempre stati e il coraggio di guardare avanti. «L’innovazione deve andare di pari passo con la tradizione», sintetizza Vecchione, «per offrire sempre il meglio, sempre dei cioccolati molto amabili al mercato».

Un’azienda che non vuole cambiare tutto — ma che non vuole nemmeno restare ferma. Un equilibrio difficile, raro, prezioso. Come certi cacao che si trovano solo in certi angoli del mondo, e che solo chi sa dove cercare riesce a trovare.

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